Allenare il movimento del calciatore nel settore giovanile

Scritto da: / mercoledì, 27 maggio 2015 / Categoria: Articoli
Movimento nel settore giovanile

Articolo scritto dal Prof. Massimiliano Barisoni.

Dottore Specialista Scienze e Tecniche Attività Motorie e Sportive
Allenatore UEFA B
Preparatore Atletico Professionista FIGC

 
 

Nel piano di sviluppo del movimento specifico del calciatore è importante inserire una serie di concetti, considerazioni sugli aspetti fisico motori per il settore giovanile.
Il primo obiettivo del settore giovanile è lavorare per una crescita sana del giovane sia fisica-funzionale che psicologico cognitiva.

Il settore giovanile è un percorso che deve portare il calciatore a sviluppare al meglio tutto ciò che caratterizza il movimento in base ad esecuzioni che possono essere motorie o tecniche nel gioco del calcio.

La struttura del giovane calciatore cambia molto dagli 8 ai 16 anni e l’attenzione da parte del tecnico deve essere altissima.
Questi sono anni fondamentali per sviluppare tutta una motricità generale adatta a creare i presupposti fondamentali per lo sviluppo delle specifiche tecniche di gioco.

Il Tecnico / Preparatore deve creare esercitazioni che si collegano in un piano formativo adatto al giovane calciatore andando a sollecitare tutti gli aspetti che caratterizzano il movimento e analizzare le esecuzioni sia in esercizi analitici, situazionali o globali.
In ogni ruolo in campo è fondamentale formare il giocatore in base allo sviluppo del modello prestativo, per esempio nel settore giovanile la prestazione passa da (pulcini a 5, pulcini a 6, pulcini a 7, esordienti a 9, esordienti a 11 fino al passaggio al calcio agonistico) in tutto questo percorso cambia moltissimo nella prestazione, negli spazi di gioco e nei rapporti di collaborazione da analizzare in base ai principi di tattica individuale e alla motricità applicata al gioco.

Fondamenti per lo sviluppo del Movimento dal Generale allo Specifico.

Foto 2

In ogni fase dell’allenamento il player deve essere stimolato negli aspetti cognitivo psicologici ma soprattutto deve essere allenato a lavorare su diversi livelli di attenzione.

Per costruire un allenamento ideale è fondamentale tenere in considerazione ogni concetto presentato negli schemi, che sono riassuntivi e da considerarsi fondamentali per la verifica organizzativa del training effettuato e va analizzato trasversalmente nella formazione di ogni singolo giocatore.

Foto 3

In conclusione in ogni esercitazione o gioco formativo è importante creare una progressività degli stimoli, diretti a lavorare su tanti aspetti di percezione abbinati ad una risoluzione di compiti tecnici o motori.

 

Prof. Massimiliano Barisoni

 

TOP UA-46061861-3